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Benvenuti nel sito dell'Avv. Massimiliano Zuccaro

 

 

Massimiliano Zuccaro

Avvocato

 

Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma

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- Corte Costituzionale, ordinanza 272/2014 - Reati e pene - Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope - Modifiche normative introdotte mediante disposizioni inserite nella legge di conversione del decreto-legge n. 272 del 2005 - Denunciata parificazione ai fini sanzionatori delle sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alle tabelle II e IV (c.d. droghe leggere) del previgente art. 14 del testo unico in materia a quelle delle tabelle I e III (c.d. droghe pesanti).
Dispositivo: manifesta inammissibilità

 

- Con la sentenza  n 50/2014, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli artt. 3, c. 8° e 9°, del decreto legislativo 14/03/2011, n. 23, in materia di locazione di immobili urbani - Contratti di locazione ad uso abitativo, comunque stipulati, non registrati entro il termine stabilito dalla legge, per difetto di delega
 

- D.P.R. 16 APRILE 2013 N. 62 Codice di comportamento dei dipendenti  pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n. 165.
 

- Legge 24 dicembre 2012, n 228  ( legge di stabilità 2013) quante novità

 

 

Chi non intende sopportare gli oneri condominiali, non può chiedere lo scioglimento del condominio in quanto, i casi di scioglimento dello stesso costituiscono un numerus clausus, insuscettibili di manipolazioni unipersonali. Infatti, a norma degli artt. 61 e 62 disp. att. c.c., lo scioglimento del condominio di un edificio o di un gruppo di edifici, appartenenti per piani o porzioni di piano a proprietari diversi, può dare luogo alla costituzione di condomini separati, in quanto l'immobile o gli immobili oggetto del condominio originario, possano dividersi in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, quand'anche restino in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall'art. 1117 c.c.. Il tenore della norma, riferito all'espressione edifici autonomi esclude quindi che il risultato della separazione si concreti in una autonomia meramente amministrativa, giacchè, più che ad un concetto di gestione, il termine edificio va riferito ad una costruzione, la quale, per dare luogo alla costituzione di più condomini, dev'essere suscettibile di divisione in parti distinte, aventi ciascuna una propria autonomia strutturale, indipendentemente dalle semplici esigenze di carattere amministrativo. La sola estensione che può consentirsi a tale interpretazione è quella prevista dall'art. 62 citato, il quale fa riferimento all'art. 1117 cod. civ. (parti comuni dell'edificio in quanto destinate in modo permanente al servizio generale e alla conservazione dell'immobile, riguardato sia nel suo complesso unitario che nella separazione di edifici autonomi).

In questo ultimo caso, l'istituzione di nuovi condomini non è impedita dalla permanenza, in comune delle cose indicate dall'art. 1117, la cui disciplina d'uso potrà formare oggetto di particolare regolamentazione riferita alle spese e agli oneri relativi. Al di fuori di tali interferenze di carattere amministrativo espressamente previste dalla legge, se la separazione del complesso immobiliare non può attuarsi se non mediante interferenze ben più gravi, interessanti la sfera giuridica propria di altri condomini, alla cui proprietà verrebbero ad imporsi limitazioni, servitù o altri oneri di carattere reale, è da escludere, in tale ipotesi che l'edificio scorporando possa avere una propria autonomia strutturale, pur essendo eventualmente autonoma la funzionalità di esso riferita alla sua destinazione e gestione amministrativa. (cass civ sez II sentenza 1/12/2010 n. 24380).

 

 

- la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 272/2012 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale  del tentativo obbligatorio di conciliazione sotto il profilo dell'eccesso di delega 

 

- Corte Costituzionale,pronunce depositate il 22 giugno 2012

 

- Corte Costituzionale, pronunce depositate il 21 giugno 2012

 

Corte Costituzionale, pronunce depositate il 31 maggio 2012

 

- Corte Costituzionale, sentenza 12/5/2012 n. 117 sulla questione di legittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 1, della legge 24 marzo 2001, n. 89 "Legge Pinto" che, secondo l’interpretazione assunta come diritto vivente, la competenza territoriale funzionale della Corte di appello, determinata ai sensi dell’art. 11 c.p.p., si estende anche ai procedimenti iniziati avanti alla Corte dei Conti ed alle altre Giurisdizioni di cui all’art. 103 Cost.».

 

- ALTERAZIONE ACQUISITA DELLA CUTE - TATUAGGIO:

Il Consiglio di Stato ha finalmente restituito coerenza al sistema, infatti, con la sentenza n. 5543/2011, depositata il 14 ottobre 2011, la Quarta Sezione ha confermato, definendolo consolidato, il principio secondo cui il tatuaggio deve sostanzialmente risultare visibile per giustificare l'esclusione del candidato dalla procedura di selezione e reclutamento, non solo,  il giudizio prognostico legato alla mera eventualità dell'insorgenza di una patologia eziologicamente riconducibile al tatuaggio, non equivale a sussistenza della patologia stessa, quindi inidoneo a giustificare l'esclusione dell'interessato dalla procedura di selezione.

 

 Corte Costituzionale, sentenze depositate il 30 settembre 2011

 

- DEFINIZIONE LITI PENDENTI IN MATERIA TRIBUTARIA

 

- Ancora una manovra ideata e realizzata contro gli utenti della giustizia e gli operatori del diritto.

Tremonti e Alfano battono davvero Bersani 10 a 1 (Testo del DL n. 98/2011)

 

- Corte Costituzionale, sentenze depositate l' 01 aprile 2011

 

- Corte Costituzionale  sentenze depositate il 25 marzo 2011

 

- Corte Costituzionale  sentenze depositate il 24 marzo 2011

 

- Corte Costituzionale sentenze depositate l'11 marzo 2011

 

- Corte Costituzionale, sentenze depositate il 3 marzo 2011

 

- Evviva, il Consiglio di Stato sta per restituire coerenza al sistema, infatti, il tatuaggio, per costituire una rilevante alterazione della cute e della funzione fisiognomica tale da giustificare l'esclusione dalla procedura di selezione, non deve comunque risultare occultabile dalla divisa (Consiglio di Stato, Sez. IV, Ordinanza sospensiva 5483/2010);

 

- TAR LAZIO Sez.  Prima BIS Sentenza 33497/2010. Torna arrembante la problematica legata al tatuaggio, la cui mera presenza oggi sembra costituire una causa sufficiente per determinare l'esclusione del candidato dal concorso. Ma non è sempre stato così, infatti il tatuaggio, di per se non è mai stato considerato da solo causa giustificatrice dell'esclusione del candidato, circostanza ben nota al Giudice Amministrativo, che l'ha detto e ribadito.

Tuttavia, non si sa bene perchè, ma probabilmente, per sopperire alle deficienze della Pubblica Amministrazione schizzofrenica, ecco come si passa repentinamente, da un orientamento coerente alla elaborazione di un principio giuridico discutibile, finalizzato ad incutere nell'interessato un timore tale da metterlo in condizione di non chiedere in futuro la tutela giurisdizionale degli interessi legittimi, non violati, bensì violentati da una P.A. sempre più ingerente e certa dell'impunità.  Alla luce di questa e di altre decisioni partorite nell'ultimo mese,  emerge infatti la circostanza, tutt'altro che notoria, secondo cui il tatuaggio, in quanto conseguenza della iniezione di sostanze chimiche patologiche nel derma, determina in capo a chi ce l'ha, anche una propensione al cancro.

Il messaggio rivolto sia ai tatuati Allievi Carabinieri, sia a quelli in servizio permanente, che sono veramente tanti:" fate gli scongiuri, poichè, in un sistema coerente che non è il nostro, dovreste risultare tutti suscettibili di perdere il posto di lavoro a causa della relativa dermopatia":.

Con tutto il cuore auspico che il Consiglio di Stato restituisca coerenza al sistema.

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 12/11/2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate l'11/11/2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 05/11/2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 28/10/2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 22/10/2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 15 ottobre 2010

CASSAZIONE
L'indennità da esproprio legittimo va determinata in funzione della "edificabilità legale" del suolo
(Sezione prima, sentenza n. 20505/10; depositata il 30 settembre)

CASSAZIONE
Distanze tra edifici: "jus superveniens" inapplicabile per le costruzioni già sorte al momento della sua entrata in vigore
(Sezione seconda, sentenza n. 20038/10; depositata il 22 settembre)

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate l' 08 ottobre 2010

 

- Il TAR Lazio sospende l'efficacia esecutiva del provvedimento con cui il candidato veniva escluso dal concorso per l'arruolamento nell'Arma dei carabinieri, perchè tatuato: Ordinanza 3819/2010

 

- Il rimedio processuale di cui all'art. 21 bis della l. n. 1034/1971 non è esperibile, non solo nel caso di silenzio significativo (assenso o rigetto), ma anche quando si tratta di obblighi di eseguire che richiedono, per il loro assolvimento, un'attività materiale, e non provvedimentale  TAR Lombardia Sezione II sentenza 3277/2010

 

- Referto gestione finanziaria del Comune di Roma nel 2008

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 28 luglio 2010

 

- In vigore dal 16 settembre 2010 il d.lgs n. 104/2010   istitutivo del nuovo codice del processo amministrativo

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate l'8 luglio 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate l'1 luglio 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 21 giugno 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 17 giugno 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 10 giugno 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 4 giugno 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 24 maggio 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 20 maggio 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 14 maggio 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 6 maggio 2010

 

- Con la sentenza 2875_2010 il Tribunale di Roma, con una interpretazione costituzionalmente orientata  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (cd decreto salva Comune di ROMA),  in accoglimento del reclamo proposto dal creditore, ha annullato la precedente ordinanza di estinzione di una procedura esecutiva presso terzi,  nei confronti dell'amministrazione Capitolina.

Questa norma, che costituisce il maldestro tentativo di evitare la delibera dello stato di dissesto di un Comune amministrato male negli anni, sia dalla sinistra che dalla destra, contiene comunque un substrato di astrattezza che consente nella sua bestiale formulazione, di darle una interpretazione "costituzionalmente orientata" nel senso che rientrano nella gestione commissariale tutte le obbligazioni contratte dal Comune fino al 28 aprile 2008, di guisa che, le regole vigenti per i Comuni dissestati, sono applicabili per le questioni sorte fino a questa data.

La norma sembra logica infatti,  il commissario straordinario (IL GATTO ALEMANNO), in esecuzione della richiamata disposizione ha predisposto il cd piano di rientro ove è confluita la situazione finanziaria del Comune di Roma fino al 28 aprile 2008.

Si precisa che il ricordato piano risulta approvato il successivo dicembre 2008, da (LA VOLPE BERLUSCONI).

Poichè lo spregevole espediente citato, ha prestato il fianco alle intuizioni giuridicamente fondate di numerosi Avvocati che sono veri Giuristi,  ecco che la VOLPE BERLUSCONI, sconvolge il principio posto alla base dell'efficacia della fonte dell'obbligazione giudiziale. In altre parole,  con la Legge 26 marzo 2010 n. 42, conversione in legge con modificazioni, del D.L. 25 gennaio 2010 n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e Regioni, interpreta autenticamente il primo periodo del comma 3 dell'articolo 78 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, nel senso che la gestione commissariale del comune assume, con bilancio separato rispetto a quello della gestione ordinaria, tutte le obbligazioni derivanti da fatti o atti posti in essere fino alla data del 28 aprile 2008, anche qualora le stesse siano accertate e i relativi crediti siano liquidati con sentenze pubblicate successivamente alla medesima data».

Se col piano di rientro già approvato e non annullato, si è cristallizzata la situazione finanziaria dell'amministrazione fino al 28 aprile 2008, come ha potuto la VOLPE BERLUSCONI, rivoluzionare razionalmente un principio giuridico consoliditato? Personalmente ritengo che abbia surrettiziamente celato la reintroduzione della non esecutorietà dei provvedimenti giurisdizionali solo nei confronti del comune di Roma ed a prescindere dal passaggio in giudicato.

Orbene se il manifesto travisamento unitamente alla illogicità e contraddittiorietà, possono farsi rientrare nel novero del più generale principio di ragionevolezza, allora la norma interpretativa potrebbe avere vita breve anche perchè contrasta apertamente con l'art. 97 Cost., che costituisce un cardine del nostro ordinamento che sembra tutt'altro che Democratico.

A noi Giuristi veri il tentativo di far trionfare i principi Costituzionali oggi apertamente violati dal delirio di onnipontenza 

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 29 aprile 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 15 aprile 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate il 15 aprile 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate l'8 aprile 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale depositate l'1 aprile 2010

 

- Per le obbligazioni sorte dopo il 4 luglio 2008 il Comune di Roma non potrà più trincerarsi dietro il noto commissariamento di comodo(deve PAGARE) Tribunale Di Roma Sez. IV bis, sentenza 2875_2010

 

- La cartella di pagamento avente per oggetto la riscossione delle imposte va notificata nel rispetto di termini previsti a pena di decadenza (sentenza 61_38_10 Commissione Tributaria Regionale Lazio)

 

- Rassegna civile 2009 della Corte suprema di Cassazione

 

- Decisioni della Corte Costituzionale pubblicate il 29 marzo 2010

 

- Decisioni della Corte Costituzionale pubblicate il 19 marzo 2010

 

- Illegittima l'iscrizione di ipoteca per crediti erariali inferiori ad € 8000,00; circostanza confermata dalla Commissione Tributaria provinciale di Roma con la sentenza n. 118/16/2010 

 

- Dispositivi della Corte Costituzionale: deposito del 26 febbraio 2010:

 

- Il preavviso di fermo amministrativo è atto autonomamente impugnabile, circostanza confermata dalla Sezione II della Corte di Cassazione

 

- Legge Finanziaria 2010

 

- L'inesistenza del debito "con riferimento esclusivo a due soggetti" è presupposto per l'azione di ripetizione di indebito oggettivo

(Corte di Cassazione, Sezione terza, sentenza n. 25276/09; depositata l' 1 dicembre)

 

- Il danno non patrimoniale è categoria generale non più suscettibile di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate,

 

- Corte di Cassazione Sezioni Unite, sentenza 11 novembre 2008 n. 26972

- Convenzione con il S.I.U.L.P. Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia       

 

- Decreto del Ministero della Giustizia 29 settembre 2008 sulla informatizzazione progressiva del processo civile

 

- Cose da pazzi:  ecco cosa si inventano per scoraggiare la richiesta di tutela giurisdizionale

 

- Il Presidente della Sezione IV Bis, Esecuzioni mobiliari del Tribunale Civile di Roma, dispone ulteriori attività burocratiche che arrecheranno agli utenti della giustizia ulteriori problemi

 

- Se l'eccezione di omessa notifica dell'atto presupposto è seguita dalla richiesta di estinzione del diritto di credito dell'Amministrazione, il giudizio va introdotto ai sensi dell'art. 615 c.p.c., parola della Corte di Cassazione Corte di Cassazione Civile Sez II sentenza n. 4814/2008;

 

- Occupazione acquisitiva: il Comune non può diventare proprietario di un bene senza titolo.

(Consiglio di Stato Sezione Quarta decisione n. 5830/2007).

 

- Esecuzione forzata nei confronti degli Enti Locali, obbligo di aggredirli presso il tesoriere

Corte di Cassazione Civile, Sezione III sentenza 23727/2008;

 

- I singoli termini che scandiscono il procedimento disciplinare degli appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato non sono perentori

(Consiglio di Stato, Sezione Sesta sentenza n. 80/2008)

 

- Rassegna della giurisprudenza civile della Corte di Cassazione nel 2007

 

- Rassegna della Giurisprudenza penale della Corte di Cassazione nel 2007

 

- E' nulla la notifica diretta al portiere

Corte di Cassazione Sezione II sentenza 31 gennaio 2008 n. 2304

 

 

- Legittimo il diniego dell'Amministrazione se l'istanza di accesso non è motivata

TAR Lazio sez. I ter, sentenza n. 594/2008

 

 

- Nella determinazione della durata  ragionevole del procedimento e nella determinazione  dell'indennizzo, il  Giudice nazionale deve tendenzialmente uniformarsi  ai principi dettati dalla  Corte  europea dei Diritti dell'Uomo

Corte di Cassazione Sezione I sentenza n. 8521/2008

 

 

- In virtù del principio di ultrattività del giudizio di appello, il rito deve essere il medesimo di quello seguito in primo grado

Tribunale di Roma Sez. II, sentenza 14383/08

 

 

- Testo del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (pubblicato nel supplemento ordinario n. 152/L alla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008), coordinato con la legge di conversione 6 agosto 2008, n. 133, (in questo stesso supplemento ordinario, alla pag. 3), recante: «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria».

 

- Decreto legge 28 agosto 2008Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 201 del 28 agosto 2008

 

 

- Regolamento dell'Autorità dei Lavori Pubblici in materia di accesso agli atti amministrativi

 

- Erra chi ritiene che la nascita del condominio sia legato ad un numero di proprietari superiore a quattro.  Infatti, non sussistono ostacoli all'applicazione anche al c.d. condominio minimo delle norme concernenti la situazione soggettiva (artt. 1117, 1118, 1119, 1122, 1123, 1124, 1135, 1136, 1137, 1138 cod. civ.). Il  condominio quindi si istaura, sul fondamento della relazione di accessorietà tra le cose, gli impianti ed i servizi rispetto ai piani o le porzioni di piano in proprietà solitaria, ogni qual volta nel fabbricato esistano più piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva; la relazione di accessorio a principale conferisce all'istituto la fisionomia specifica, per cui si differenzia dalla comunione e dalle altre formazioni sociali di tipo associativo; d'altra parte, nessuna disposizione prevede l'inapplicabilità delle norme concernenti il condominio negli edifici al "condominio minimo", composto da due soli partecipanti, posto che le sole norme in materia concernenti il numero dei condomini riguardano solamente la nomina dell'amministratore e la formazione del regolamento (gli artt. 1129 e 1138 c.c.). Tutto ciò considerato, nel caso di edificio in condominio composto da due soli condomini (il cosiddetto "condominio minimo"), il rimborso delle spese per la conservazione delle parti comuni anticipate da un condomino viene ad essere regolato dalla norma stabilita dall'art. 1134 cod. civ., da cui il diritto al rimborso è riconosciuto soltanto per le spese urgenti: ovverosia, soltanto per le spese impellenti, che devono essere eseguite senza ritardo e la cui erogazione non può essere differita senza danno Cass civ sez. Unite 31/1/2006 n. 2046

 

 

Gli atti ed i documenti evidenziati in questa pagina, resteranno comunque a disposizione di chi vorrà prenderne visione.

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zuccaro@massimilianozuccaro.it

Ultimo aggiornamento: 17-05-15

 

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